isabella baroni


 

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Massive Attack sulla strada della web experience

www.massiveattack.co.uk

Alla base dell'idea creativa per il progetto on line realizzato in occasione dell'uscita dell'ultimo album dei Massive Attack c'è l'obiettivo di trasporre le articolate sonorità di 100th window non solo in un contesto live ma anche sul web. Un progetto complesso al quale ha partecipato uno dei più importanti studi londinesi di consulenza creativa, il collettivo HI-Res (www.hi-res.net).

Il sito 100thwindow.com, nato inizialmente per la promozione dell'album e del tour (dal sito era possibile inserire messaggi che venivano utilizzati nella scenografia del live show), si è ampliato sino a coinvolgere il restyling del sito ufficiale del gruppo, on line già dal 1998: massiveattack.co.uk.

L'atmosfera nera e tecnovintage di entrambi i siti rispecchia i toni cupi dell'album sulla cui scelta del titolo è difficile immaginare che non sia pesata l'accusa di pedofilia via internet formulata all'inizio del 2003 dalla polizia britannica nei confronti del leader del gruppo Robert Del Naja (sucessivamente scagionato). La centesima finestra - 100th window, appunto - fa riferimento a un concetto mutuato da un saggio sulla privacy e sicurezza elettronica ma rappresenta qualcosa di più del lato vulnerabile del sistema operativo: è, soprattutto, "a good metaphor for the window to the homan soul".

L'idea centrale era di strutturare massiveattack.co.uk su una contrapposizione di livelli: un livello informativo e istituzionale (contenente le tracce dell'album, le fotografie, le date del tour, etc.) e un livello esperienziale, una sorta di "subconscio digitale" per accedere al quale occorre utilizzare le indicazioni nascoste nel codice sorgente della home page: "To go inside type <100thwindow> in prompt on bottom left corner".

Il sistema di navigazione (menù e link) al livello sottostante sparisce praticamente del tutto e l''interazione avviene per lo più in modalità testuale. Alcune pagine sono addirittura "temporizzate", non possono essere richiamate volontariamente.

All'interno, una sequenza dinamica tra dati che riguardano il mondo esterno: loghi di multinazionali associati al loro valore borsistico (aggiornato in tempo reale), bandiere americane ed inglesi con aereoplanini da guerra in overlay, dati sulle emissioni di biossido di carbonio o sugli acri di foresta distrutta, il numero di litri di sangue pompati dal nostro cuore, stime relative alla spesa militare degli Stati Uniti o alla quantità di alcool consumata sull'intero pianeta, tantissime immagini di cartelloni elettronici. Frammenti connessi e messi in relazione da un complesso sistema dinamico che permette di attingere immagini da Google's imagesearch, creando un proprio database da cui sono estratte di volta in volta.

In un certo senso, massiveattack.co.uk può essere considerato un sito di riferimento nel suo genere (ma certamente non il migliore di Hi-Res), esemplificativo di quella tendenza del web design che che vede affermarsi minimalismo e understatement in contrapposizione al 3D e all'abuso di flash degli ultimi anni, standard delle animazioni online. Uno stile sofisticato e una grafica intenzionalmente ridotta ai minimi termini dove hanno la meglio i font di-sistema (quei caratteri che il sistema operativo installa di default).

Ma rispetto alle intenzioni iniziali, il risultato è decisamente meno coraggioso. L'interazione, di fatto, si riduce alla possibilità di inviare al database qualche scritta (nulla di più di "Abbasso Bush" o"War is not an option"). Di web experience, alla fine dei conti, ce n'è poca; nessun download di tracce o remix ma piuttosto link a merchandising e tour dates.

Molto lavoro dietro, ma si vede - e si sente - troppo poco.

 

> file pdf

> L'ESTETICA DELL'UNDERSTATEMENT. Massive ANTISTAR [file pdf]

 

[Febbraio 2004]


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